CLOCHARD



A distanza di due anni dall’uscita del precedente Giovanna in India (Irma Records) Stefano Bittelli pubblica il suo secondo album da solista. Dopo una vita passata come autore e musicista dietro le quinte della grande musica italiana ( Stefano ha collaborato con Vasco Rossi, Maurizio Solieri, la Steve Rogers Band, gli Skiantos, ed è autore di musiche per film e documentari ), solo nella maturità decide di cantare le sue composizioni in prima persona. Clochard contiene, sia musicalmente che nei testi, l’esperienza di un uomo che ha vissuto nella musica tutta la sua esistenza, che inevitabilmente ha visto la vita privata coinvolta pesantemente dai tantissimi pro e contro di questa professione, e che da qualche anno ha deciso di cantarsela e di riderci pure sopra, con il suo stile non certo da cantautore classico ma piuttosto da cantastorie da osteria...

Clochard è il brano che da il titolo all’album. Qui Stefano si cala nei panni di un clochard, quel clochard che vede tutti i giorni dalla sua finestra affacciata su una delle piazze più parigine di Bologna, ma anche e più drammaticamente nell’ex appartenente alla classe media finito nella disperazione perché “esodato”, nella consapevolezza che nessuno ad oggi si può permettere di emettere sentenze non essendo appunto nessuno affatto certo di essere al sicuro… . Musicalmente è un pezzo da chansonnier con fisarmoniche musette e preziosi contrappunti del sax soprano di Andrea Innesto che è co-autore e canta l’inciso assieme a Stefano.

Jannacci in sottofondo è una canzone primaverile, nata in un aprile di un paio di anni fa, con il tepore del sole e il cambio di stagione che rischiano di  incoraggiare un tradimento, che l’autore ironicamente immagina accompagnato da un brano di Enzo Jannacci, quanto di più lontano si possa immaginare come sottofondo di un momento d’amore. Qui sono gli intrecci di chitarre acustiche e le percussioni tra il latino e il mediterraneo a sottolineare una melodia da cantautorato raffinato e attuale.

Due Civiltà Le due civiltà sono l’uomo e la donna, “a volte vicine a volte distanti un abisso, un’era geologica…” L’inciso è cantato a due voci con Clara Moroni, vocalist di Vasco, per sottolineare la bivalenza del testo. La musica nasce da un riff di pianoforte che si fonde dopo il primo inciso in un tessuto ritmico di percussioni per un mondo tra la bossa nova, il funky e il latin pop.

Sola come me è un blues lento, una vera canzone d’amore, un disperato appello alla propria amata perché una storia importante non si tramuti  nell’ennesima sconfitta.

Silvano è una cover del famoso pezzo comico demenziale portato al successo da Enzo Jannacci e scritto da lui assieme a Cochi e Renato. Il riarrangiamento è in chiave vaudeville, al flicorno Frank Nemola.

Paolino è il ritratto di un classico personaggio da bar di periferia, il tuttofare ( ciappinaro in bolognese ) che nel lavoro si arrangia come può, ma con le donne, meglio se mature, sa essere galante, e a quanto pare ci sa anche fare. Il ritmo sta tra la polka da balera e il country rock alla Johnny Cash, con Maurizio Solieri alla slide guitar.

Aquafan è una divertente parodia del sempre più frequente uomo maturo che perde la testa per una giovanissima, con tutti i guai famigliari che ne conseguono, fino a sentenziare che è “meglio andare a pescare”…. Musicalmente è un rock blues con la chitarra di Dandy Bestia degli Skiantos e il sax alto di Andrea Innesto.

Blues all’Emiliana già pubblicato come singolo a settembre 2012 è stato la colonna sonora del documentario “Emilia- cronaca di un terremoto” andato in onda su Dmax Italia e Discovery Channel Europe. E’ un’ironica e affettuosa canzone d’amore per la terra d’origine di Stefano e per gli innumerevoli cantautori che lì sono nati.

Un appunto per me è una ballad acustica in cui l’autore abbandona le problematiche del rapporto uomo-donna per affrontare un discorso con un amico “in carriera” se non già arrivato al successo nella sua attività. Sia egli un artista, un manager o un imprenditore, Stefano gli ricorda che “non puoi produrre sempre del benessere, a volte basta quello che già c’è, è un consiglio per te e….un appunto per me”.

East & West è essenzialmente una bonus track, un brano strumentale nato da nient’altro che la voglia di suonare live, composto da Stefano and friends durante le sessions per registrare le canzoni dell’album. Suggestioni che partono dal folk progressive per passare attraverso melodie di sintetizzatori orientali, per arrivare all’inciso con il melodicissimo sax soprano di Andrea Innesto.


  

© Stefano Bittelli 2014